

Ieri ho visto “Tutta la vita davanti”: un film molto interessante che racconta la storia di una neo-laureata (a pieni voti) che entra nel mondo del lavoro precario.
Il film è tremendamente vero ed è una continua riflessione sul mondo che cambia, sulle singole persone che cambiano, che si adattano ad un mondo che sembra essere “crudele” e che non premia più chi lo merita veramente: senza una logica apparente.
Una generazione di persone vuote che probabilmente non è abbastanza determinata e forte per combattere portando avanti le proprie idee: “Volevamo cambiare il mondo, ma il mondo ha cambiato noi“.
Alcune scene che possono apparentemente sembrare una forzatura sono solo un espediente per riflettere su ciò che sta accadendo realmente: la perdita dei valori, l’importanza dell’estetismo, la volontà di primeggiare ad ogni costo, l’egoismo, la disperazione, ecc…
Un mondo dove di umano c’è ben poco e le persone apparentemente deboli non sono ammesse: è colpa di chi?
PS: Ve lo consiglio vivamente!
Daniele Simonin 30 March 2008 alle 10:44 Trackback URI
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Ieri ho visto lo stesso film anche io. Concordo con le tue considerazioni. Quando sono uscito dal cinema non sapevo se essere incazzato o depresso.
Effettivamente il film propone una analisi spietata della realtà dove il bisogno di lavorare porta alla svendita di valori e molto spesso della propria dignità.
Mi convinco sempre di più che in molte realtà l’Italia è una Repubblica fondata sull’assenza di lavoro.
Commento di Cyanto 30 March 2008 alle 12:49